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I tre momenti (più uno) dell'osteopatia

La seduta osteopatica appare, all’opinione comune, confinata esclusivamente al momento del trattamento ovvero all’applicazione manuale delle tecniche osteopatiche.


Esistono, però, altri due importanti momenti (più uno). Scopriamoli insieme.


Il primo momento – Accoglienza e Anamnesi




Accoglienza:

Il primo momento lo considero il più importante. E’ quello dell’accoglienza del paziente sia verbale sia non verbale. I gesti, le parole, il modo con cui ci si pone costruiscono la prima impressione che reputo fondamentale affinchè il paziente si affidi a te e si costruisca quindi il rapporto di fiducia essenziale perché il percorso terapeutico raggiunga il massimo del suo potenziale.


Anamnesi:

Dopo l’accoglienza il paziente verrà fatto accomodare e, dopo alcune domande riguardo dati anagrafici e fisici, si passa all’anamnesi patologia prossima ovvero il motivo del consulto. Si faranno, quindi, domande riguardo il dolore/fastidio che il paziente riferisce in termini di timing, durata, qualità, quantità, fattori aggravanti e allevianti, eventuali fattori scatenanti e dolori/fastidi concomitanti.


Si procede, poi, con la revisione dei sistemi ovvero domande mirate sugli apparati che costituiscono il nostro interno organismo dal sistema respiratorio a quello gastrointestinale e ginecologico passando per il neurologico e il cardiovascolare. Le domande vertono su patologie esistenti e/o eventuali dolori/disturbi che coinvolgono questi apparati.


Molte volte il paziente non comprende il perché di queste domande rivolte a distretti lontani dalla sede algica ma per l’osteopata è un momento importante per iniziare a fare correlazioni tra il dolore del paziente ed eventuali disturbi pre-esistenti, valutare la presenza di patologie che necessitano approfondimenti medici e controindicazioni al trattamento.


Infine vi è l’anamnesi patologica remota in cui si indagano traumi e interventi chirurgici recenti e passati avuti durante l’arco della vita e eventuali patologie familiari.


Di fondamentale importanza sono anche domande riguardati hobby, lavoro, posture lavorative, terapie farmacologiche ed esami strumentali.


Il secondo momento – Osservazione e Valutazione





Il secondo momento comprende l’osservazione di quella che è la postura del paziente, delle curve del rachide seguito poi da test chinesiologici, di mobilità attiva e passiva, da un’accurata valutazione osteopatica dei distretti coinvolti e/o correlati al motivo del consulto e da test ortopedici. Si parte di norma con il paziente in ortostasi, per passare seduti e poi proni e supini. Il momento della valutazione è importante per diversi motivi: in primis per fare diagnosi differenziale da patologie che necessitano di un inquadramento medico più approfondito e quindi non di immediata competenza osteopatica. In seguito ci consentono di tracciare il percorso di quello che sarà il nostro trattamento terapeutico. Dall’unione delle informazioni raccolte in anamnesi e dei risultati dei test nasce infatti quello che è il razionale osteopatico che guiderà poi il trattamento e la scelta delle tecniche da utilizzare.


Il terzo momento – Il trattamento





Il trattamento è il momento più riconosciuto e a cui l’opinione comune fa più riferimento quando si parla di terapia manuale e di osteopatia. Si tratta di applicazioni di tecniche manuali di diverso tipo. A seconda del tessuto che si andrà a trattare le tecniche e l’approccio possono essere diversi. La scelta sarà dettata dal razionale osteopatico scelto dall’operatore e dalle esigenze del paziente stesso. Esistono diversi tipi di tecniche:


- tecniche HVLA (i thrust)

- tecniche a energia muscolari dirette / indirette

- tecniche miotensive

- tecniche riarticolatorie

- tecniche linfodrenanti

- tecniche viscerali

- tecniche membranose

- tecniche in recoil /rebound

- tecniche strain counterstrain

- tecniche in pompage


Quello che non manca nell’approccio osteopatico è la visione olistica del paziente e non settoriale. Non si tratta soltanto la sede del dolore bensì la causa prima che può, anche, essere in distretti più distali rispetto a quello riferito dal paziente.


Il momento “più uno” – Consigli al paziente


Spesso non considerato uno dei momenti fondamentali è il quarto momento (“il più uno”) ovvero quello dei consigli al paziente. Come ho fatto riferimento nella sezione dedicata all’anamensi e all’accoglienza è importante che il percorso terapeutico sia fondato su un rapporto di fiducia tra operatore e paziente. Questo fa si che si instauri una bilateralità nella quale l’operatore svolge il suo lavoro nei 50 minuti preposti al trattamento e nel tempo che intercorre una seduta e l’altra il paziente continui questo tipo di percorso con dei consigli.


Di qui nasce l’importanza degli ultimi 5/10 minuti del trattamento nel quale si insegnano esercizi che il paziente svolgerà quotidianamente a casa e che proseguiranno il lavoro svolto dall’osteopata durante la seduta. In questo processo si esprime il concetto di bilateralità terapeutica nella quale il paziente assume consapevolezza del suo corpo e si rende parte integrante del percorso iniziato in studio.


 
 
 

1 commento


Mi sono rivolta a Nicolò per diversi problemi muscolari e cervicali e devo dire che è un professionista davvero competente e attento. Spiega tutto con chiarezza, mette subito a proprio agio e lavora in modo mirato e delicato, ma efficace. Dopo ogni seduta ho sempre avuto benefici concreti e duraturi. Si percepisce la passione e la grande preparazione. Lo consiglio assolutamente a chi cerca un osteopata serio, umano e preparato.

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